Quando si sbarca sulla spiaggia di Ampangorinana,
il miglior ancoraggio dell’isola, ci si trova immersi in
un’atmosfera antica di villaggio rimasto incontaminato dalla
civiltà dei consumi. L’isola è famosa per
la costruzione delle piroghe, da quelle piccole in ebano e bois
de rose per turisti a quelle da carico di 8/9 metri di lunghezza.
Sulla spiaggia gli abitanti propongono un artigianato molto bello
anche se primitivo, come animali in terra non cotta dipinti con
colori derivati da conchiglie tritate, piccole piroghe e maschere
tribali in palissandro, bellissime tovaglie e tende lavorate a
Richelieu (simile al tombolo) e naturalmente conchiglie.
Una passeggiata sulla montagna porta sino alle rovine di un vecchio
insediamento francese. Ai limiti delle capanne vivono gruppi di
Lemur macaco che annunciano la loro presenza con rumori di rami
mossi e piccoli richiami gutturali; non appena si accorgeranno
che il visitatore ha portato delle banane salteranno addirittura
sulle spalle del turista per avere diritto al frutto; talvolta
diventano così intraprendenti da strappare le banane di
mano e contendersele in due o tre. (testo
di Giancarlo Annunziata)